L’arte in corsia aiuta a curare. Con Ospedali dipinti stop alla paura

Fondali marini, boschi incantati e viaggi nello spazio cambiano il volto dei reparti pediatrici. Con il progetto ideato da Silvio Irilli, gli ambienti sanitari diventano luoghi capaci di rassicurare i piccoli pazienti e accompagnarli durante le terapie

C'è un momento, prima ancora della terapia, in cui la paura prende il sopravvento. È quello in cui un bambino attraversa il corridoio di un reparto oncologico, entra in una sala sconosciuta e si trova davanti a macchinari imponenti, pareti bianche e un silenzio che amplifica ogni emozione. È proprio in quel momento che può fare la differenza un fondale marino, un bosco popolato da animali o un viaggio tra le stelle.

Da quattordici anni il progetto Ospedali dipinti, ideato dall'artista piemontese Silvio Irilli, trasforma gli spazi ospedalieri in ambienti immersivi capaci di accogliere, rassicurare e accompagnare i piccoli pazienti durante il percorso di cura. Oggi il progetto è presente in 41 ospedali italiani, con 70 reparti decorati e oltre 10 mila metri quadrati di superfici trasformate in opere d'arte distribuite in quasi tutte le regioni italiane.

Tutto è nato quasi per caso, da una richiesta arrivata dal Policlinico Gemelli di Roma. “Non avevo mai pensato che un'opera artistica potesse entrare in ospedale”, racconta Irilli, “mi avevano chiesto di decorare un piccolo corridoio del reparto di oncologia pediatrica. Ma quando sono arrivato lì e ho visto la realtà dei bambini costretti ad affrontare la radioterapia, ho capito che serviva qualcosa di molto più grande”.

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L’idea fu tanto semplice quanto rivoluzionaria: non limitarsi a decorare, ma trasformare completamente l'ambiente. Il primo bunker di radioterapia diventò così un fondale marino. L’acceleratore lineare si trasformò in un sottomarino e i bambini, anziché sentirsi pazienti, diventavano gli esploratori di un'avventura. “Volevo che il sogno del bambino continuasse anche dentro l’ospedale”, spiega Irilli, “che si sentisse un po’ come nella sua cameretta, in un luogo familiare, e potesse affrontare quel momento con maggiore fiducia”.

I risultati hanno sorpreso anche il personale sanitario. “Con questo nuovo approccio è stato possibile eliminare la sedazione in circa il 70% dei piccoli pazienti sottoposti a radioterapia”, racconta l'artista. “I medici riuscivano a conquistare subito la fiducia dei bambini. Mi dicevano che i piccoli erano convinti che anche loro facessero parte del mondo disegnato sulle pareti”.

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Da quell'esperienza è nato un modello che negli anni ha coinvolto fondazioni, associazioni e aziende, consentendo di realizzare tutti gli interventi senza costi per la sanità pubblica. Le decorazioni vengono infatti finanziate attraverso donazioni e campagne di raccolta fondi. “È un abbraccio corale. Un beneficio che non riguarda soltanto i bambini, ma anche i medici, gli infermieri e le famiglie, che vivono l’ospedale con uno stato d’animo diverso”, sottolinea Irilli.

Ogni progetto nasce su misura. Prima vengono rilevate con precisione tutte le dimensioni del reparto; poi, nello studio dell’artista, prendono forma le grandi illustrazioni che vengono stampate su materiali certificati, sanificabili e adatti agli ambienti ospedalieri.

“Lavoriamo come un sarto: prendiamo le misure degli spazi e realizziamo un’opera pensata esclusivamente per quel reparto. In poche ore riusciamo a trasformare centinaia di metri quadrati senza interrompere l'attività ospedaliera”, spiega l’artista piemontese.

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Negli ultimi mesi il progetto ha compiuto un ulteriore salto di qualità, integrando contenuti educativi e nuove tecnologie. L’Agenzia spaziale italiana ha concesso il patrocinio per le ambientazioni dedicate allo spazio, contribuendo ai contenuti scientifici che accompagneranno le installazioni e partecipando alle inaugurazioni con la presenza di astronauti italiani. Parallelamente sono state avviate collaborazioni, tra cui quella con l'Acquario di Genova, per arricchire di informazioni divulgative le scenografie dedicate al mondo marino. Accanto alle grandi illustrazioni arriva anche la realtà aumentata. Nei reparti dedicati allo spazio, ad esempio, i bambini potranno indossare visori VR e vivere un viaggio immersivo tra pianeti e galassie. La crescita di Ospedali dipinti è stata accompagnata da un crescente riconoscimento istituzionale e negli ultimi anni il valore dell'umanizzazione degli spazi di cura è entrato con sempre maggiore forza nel dibattito sanitario italiano, fino al recente protocollo promosso dai ministeri della Salute e della Cultura che riconosce l'importanza dell’arte come elemento di benessere all'interno delle strutture sanitarie. Grazie al ministero per le Disabilità il progetto Ospedali dipinti è stato raccontato anche all’Onu, a New York. E mentre il progetto continua a crescere, lo sguardo è già rivolto oltre i confini nazionali.

“In Italia c'è ancora tanto da fare, mi piacerebbe però che Ospedali dipinti diventasse un progetto capace di arrivare anche all'estero. Sarebbe bello vedere un'idea nata qui trasformare gli ospedali di altri Paesi e dimostrare che l'arte può davvero diventare parte della cura”, conclude Irilli.

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