Wheel-Oh, il gusto dell’autonomia. Quando l’inclusione viaggia sulle ruote
Valentina e Federica Sorce hanno trasformato la preoccupazione per il futuro del fratello Giovanni in una realtà che offre opportunità concrete a molti giovani. Oggi il food truck è il simbolo itinerante di Openhouse: un progetto che parte da Fano e coniuga impresa sociale, formazione, lavoro e crescita personale

Da una domanda che molte famiglie conoscono bene - “che cosa sarà di lui quando sarà adulto?” - è nato un progetto che oggi unisce inclusione, lavoro e impresa sociale. A Fano, nella Marche, sulle colline che guardano il mare, Openhouse è diventata negli anni una realtà capace di offrire opportunità concrete a giovani con disabilità intellettiva, trasformando un’antica struttura immersa nel verde in un luogo di formazione, accoglienza e lavoro. E oggi il suo volto più itinerante è Wheel-OH, il food truck sociale che porta questa esperienza in tutta Italia.
La storia di Openhouse nasce da una vicenda familiare: Valentina e Federica Sorce sono le sorelle di Giovanni, 25 anni, nato con disabilità intellettiva e da questo legame è maturata la volontà di costruire risposte nuove, non solo per lui ma anche per altri ragazzi del territorio.
“La domanda sul futuro di Giovanni cresceva insieme a lui”, racconta Valentina Sorce. “E’ una domanda che tutte le famiglie che vivono la disabilità conoscono bene. A un certo punto abbiamo deciso di metterci in gioco: io insegnavo inglese, mia sorella era ostetrica. Abbiamo lasciato le nostre professioni per costruire qualcosa che rispondesse a un bisogno che sentivamo profondamente”.

La cooperativa nasce nel 2020. L'idea iniziale era quella di sviluppare un progetto di agricoltura sociale, ma presto la prospettiva si amplia. La famiglia acquista una grande struttura un tempo appartenuta alle suore, circondata da dieci ettari di terreno. Qui prende forma Openhouse: un luogo dove i ragazzi possano sperimentarsi in contesti diversi e scoprire le proprie attitudini.
Oggi il progetto comprende un’azienda agricola biologica, una fattoria didattica, percorsi formativi, un bar con cucina, una struttura ricettiva aperta anche al turismo internazionale e, naturalmente, Wheel-OH. Attorno a queste attività ruotano quindici giovani tra i 19 e i 28 anni, affiancati da educatori e professionisti.

“Spesso alle persone con disabilità vengono offerte poche possibilità di scelta”, spiega Sorce. “Noi volevamo creare occasioni differenti. Se un ragazzo prova l'agricoltura, la ristorazione, l'accoglienza o il food truck, può capire che cosa gli piace davvero fare e noi possiamo aiutarlo a valorizzare i suoi talenti”.
Dopo due anni di esperienza con il bar, arriva la nuova sfida. Grazie a una raccolta fondi viene acquistato Wheel-OH, una cucina mobile progettata per adattarsi a eventi diversi. Può trasformarsi in caffetteria itinerante, servire colazioni aziendali oppure proporre panini e street food durante manifestazioni e grandi appuntamenti. Ma il valore del progetto va oltre il lavoro. “Il food truck ci permette di uscire dalle mura di Openhouse e di portare il nostro modo di fare inclusione in contesti sempre nuovi”, racconta Valentina. “Per molti ragazzi la sfida non è soltanto lavorare in uno spazio ridotto e servire tante persone. Significa anche dormire fuori casa, stare lontani dalla famiglia, organizzarsi in autonomia. Sono esperienze che fanno crescere”. Wheel-OH ha già partecipato a eventi di rilievo, come il Gran Premio di Formula 1 di Monza, dove ha condiviso l'esperienza con altre importanti realtà dell'inclusione lavorativa. Il risultato più importante, però, resta quello che accade ogni giorno. “La nostra vittoria è vedere questi ragazzi sentirsi parte di qualcosa”, conclude Sorce, “non semplici destinatari di assistenza, ma persone che contribuiscono a un progetto vero. Penso ad Arun, che in due anni è diventato il barista del nostro locale: oggi prepara uno spritz, lo porta al tavolo e guarda i clienti negli occhi. Per lui era una delle cose più difficili. Ecco, sono questi i traguardi che danno senso a tutto”.

Da un’esigenza familiare è nata così una comunità fatta di lavoro, relazioni e fiducia. E Wheel-OH, con il suo viaggio continuo tra piazze, eventi e incontri, è diventato il simbolo di un’idea semplice ma potente: l’inclusione non è assistere qualcuno, ma offrirgli l’opportunità di trovare il proprio posto nel mondo.